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PD sardo
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Scritto da Gian Valerio Sanna (Consigliere regionale PD)
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Lunedì 28 Dicembre 2009 00:00 |
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Leggendo tutti i giorni il giornale “dipendente” dalla Giunta Regionale ho notato come da settimane un giorno si e uno no, nelle prime pagine viene dato uno spazio enorme ed ossessivo a diversi esponenti del centro destra, ora all’Assessore Asunis o al presidente della commissione urbanistica Matteo Sanna tutti impegnati a incitare sindaci, amministratori locali, tecnici e cittadini comuni a utilizzare a piene mani il finto Piano Casa da loro elaborato in quanto si sostiene, le osservazioni del centro sinistra sono fuorvianti e pretestuose e dunque non vi è motivo alcuno per non applicare le “sublimi” norme da questi approvate.
Se vi è necessità di insistere tanto deduco che anche a costoro qualche dubbio deve essere balenato. Ma ammettere una sconfitta o peggio un errore non è della politica d’oggi per la quale perseverare nell’inganno è al contrario costume consueto e sistematico.
Se avessero la dote dell’umiltà e del servizio vero nei confronti della comunità avvertirebbero il dovere di dire le cose come stanno e non di ingannare i cittadini su di una legge che è del tutto inapplicabile oltre che inutile per la maggioranza dei sardi.
Per essere sinceri è un altro caso in cui si dimostra chiaramente che i sardi sono assai più avanti dei loro governanti ma dire ciò degli attuali responsabili della regione è soltanto un eufemismo di fronte al risibile ed evidente dilettantismo di cui sono protagonisti ogni giorno.
Vorrei perciò sostituirmi alla viltà di chi non dice il vero per aiutare i cittadini a veder chiaro su quello che la destra cerca di propagandare.
La legge regionale sul finto piano casa si compone di 15 articoli divisi in due Capi. Il secondo capo riguarda il Piano Paesaggistico regionale, le procedure di modifica e le intenzioni di modifica. Intenzioni appunto perché con la leggina che la Giunta si è affrettata a presentare nei giorni scorsi, si riconosce, anche se tardivamente, che le modifiche al PPR si possono attuare previa intesa con il Governo e dunque poiché intesa non c’è ancora le modifiche non possono trovare applicazione. In altre parole tutte le norme di salvaguardia contenute nel PPR si devono applicare fino a quando non verrà ultimata ed approvata la nuova proposta di PPR.
Archiviato il capo secondo vediamo il capo primo.
Il capo primo disciplina prevalentemente gli aumenti volumetrici sul patrimonio immobiliare esistente, che variano dal 20 per cento fino al 35 in particolari condizioni.
Tutta questa previsione è inapplicabile in quanto le leggi dello Stato prevedono che le trasformazioni territoriali debbano avvenire esclusivamente in conformità con quanto stabilito dai Piani Urbanistici comunali o piani regolatori.
Per poter applicare tale deroga sarebbe stata necessaria una legge dello Stato avente carattere di “riforma economica e sociale” che autorizzasse tali eccezioni. Poiché i Piani casa sono stati redatti senza la “copertura legislativa” dello Stato non è possibile al momento, discostarsi legittimamente dalle previsioni dei PUC. A dire il vero sarebbe sempre possibile ma è bene avvertire i cittadini e soprattutto i tecnici dei comuni che l’assenso a tali previsioni della legge regionale attiverebbe in automatico l’avvio dell’azione penale per violazione urbanistica.
Dunque tirando le somme le legge di Cappellacci non può applicarsi se non sotto la scure della denuncia penale il che rende abbastanza evidente di quale prepotenza cercano di avvalersi i sostenitori di questa legge “truffa” in salsa sarda.
Questa non è una posizione politica della minoranza ma la lettura analitica e consequenziale delle norme che, bisogna ricordare agli sprovveduti governanti sardi, si avvale della complessa articolazione costituzionale del sistema legislativo italiano e che non consente a una regione di fare quello che gli pare in barba alle norme sovra ordinate, magari sulla base di accordo stato-regioni che fino ad oggi non ci hanno detto abbia assunto valore legislativo.
Ci pare perciò responsabile e doveroso replicare alle invocazioni pro l’applicazione del finto Piano Casa della Sardegna, con un accorato appello ai Sindaci, ai Tecnici e ai cittadini Sardi che dice: attenti alle conseguenze e alle bugie che gli irresponsabili vi propinano! Valutate e vagliate attentamente le norme e se avete dubbi chiedete consiglio al vostro legale di fiducia, avrete assicurata una più duratura tranquillità. |