«Basta liti, vinciamo insieme»
Scritto da La Nuova Sardegna   
Sabato 23 Gennaio 2010 00:00
NUORO. Nessun nemico. Solo avversari, e tutti nell’altro schieramento. Nessun isolamento, anzi: disponibilità a cedere anche la poltrona di sindaco in cambio di un progetto serio e condiviso. Nessun regolamento di conti, perchè a forza di camminare guardando indietro di rischia di sbattersi. E di farsi male.
E invece il neo segretario provinciale del Pd Giuseppe Pirisi vuole chiudere con l’ormai proverbiale autolesionismo della sinistra. E guidare la «rinascita» del partito democratico nuorese. Mettendo in soffitta i vecchi (nemmeno tanto) rancori. A partire dall’insedimaneto dell’assemblea provinciale. Previsto per il 30 gennaio al cine-teatro Le Grazie. «A cui - sottoliena Pirisi - saranno invitati tutti i partiti politici». Quello sarà il primo banco di prova della riappacificazione. Con i compagni di partito e con gli alleati. «Ho parlato con Francesco Meloni subito dopo l’elezione - racconta Pirisi - Mi ha fatto i complimenti. E io gli ho chiesto, e gli richiedo ufficialmente, di entrare a far parte della segreteria. Così come l’ho chiesto a molti del suo schieramento. Che sono punte di diamante del partito».

E poi: «Parleremo con gli alleati. E se arriverà un nome interessante, appoggiato da un progetto condiviso, siamo pronti a sostenere una candidatura a sindaco che non sia espressione diretta del Pd».
Si inizia dal partito comunque. Dove c’è da svelenire un clima al fulmicotone. «Ma basta dire che i tesserati dell’altra parte non hanno votato - sottolinea Pirisi - una partecipazione del 66 per cento è da record». Percentuali alte, ma numeri assoluti un po’ meno trionfali, con poco più di 2500 iscritti al voto in tutta la provincia. «Certo - spiega Pirisi - io sono il primo segretario provinciale di questo partito. E adesso inizieremo con una campagna importante di tesseramento. E cercheremo di aprire i circoli in quei 4 o 5 comuni dove non ci sono ancora. Ma soprattutto cercheremo di aprirci ai giovani. Per comprenderli meglio, e per far capire a loro che un partito è un bel luogo dove riunirsi, maturare, partecipare. E aiutare a cambiare le cose». Per le primarie poi: «Il regolamento è più chiaro di quanto dicono. Il Pd al suo interno valuta se chi è al governo merita la riconferma. Se è così è il candidato del partito. Altrimenti si valutano altre opzioni. Poi si passa al dibattito con gli alleati. In quel caso, se l’accordo non si trova, si possono fare primarie di coalizione. In cui, sia chiaro, il candidato del Pd può essere comunque uno solo».

Porte chiuse per Arbau dunque: «No, anzi - spiega Pirisi - porte aperte ma dentro il partito. È qui che Arbau deve convincerci di essere lui il candidato migliore per la Provincia. E se il partito la penserà diversamente deve accettare la decisione di tutti». Spazio poi agli alleati: «Parleremo con tutti - sottolinea Pirisi - iniziando chiaramente dai nostri compagni di viaggio attuali. E dai nostri punti di riferimento storici. Tra cui non possono mancare i sardisti, e buona parte di quel centro che si trova sempre più a disagio dentro il Pdl. E poi chiaramente i socialisti, i verdi, l’Idv, tutti i partiti e formazioni di sinistra». E l’Udc, con la quale sono in corso serrate trattative a livello nazionale e regionale: «A cui noi - spiega Pirisi - guardiamo con attenzione. A noi non interessano i personalismi, o le simpatie. Ma i programmi. Da cui vogliamo partire. Sicuri di voler essere alternativi con forza a questo governo regionale e nazionale. Ma diposti ad ascoltare, e a farci ascoltare, da tutti gli altri. Per vincere insieme e far tornare questo territorio al ruolo centrale che merita».
 
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